Alleanze pericolose
Domani il presidente iraniano Masoud Pezeshkian sarà ricevuto a Mosca da Vladimir Putin per firmare un trattato di partenariato strategico tra i due paesi, un documento negoziato per quasi cinque anni che sostituirà gli accordi precedenti, diventati obsoleti di fronte all'intensificarsi delle relazioni fra i due regimi. La difficoltà nel portare avanti l'invasione dell'Ucraina ha costretto la Russia a chiedere un grande aiuto all'Iran, mettendo Teheran nella posizione di poter reclamare di più dall'alleato.
Allo stesso tempo, l'indebolirsi dello status internazionale di Mosca ha spinto gli iraniani a valutare molto attentamente le conseguenze di una partnership troppo stretta con il Cremlino, in vista della possibilità — a cui l'Iran non ha mai rinunciato — di riavviare i negoziati con l'Occidente per l'accordo sul nucleare. Parlando con il quotidiano russo Kommersant, fonti diplomatiche iraniane hanno spiegato che il documento sarà composto da 47 articoli che affrontano ambiti economici, militari e diplomatici come la condivisione di tecnologia, lo sviluppo del nucleare civile, la navigazione nel Mar Caspio, la costruzione di grandi infrastrutture e l'opposizione alle sanzioni.
Tuttavia, la questione più importante riguarda le iniziative congiunte in ambito militare, ma su questo tema (così come sugli altri) saranno necessari accordi specifici, da decidere in futuro per dare concretezza a quella che altrimenti resterà soltanto una solenne dichiarazione di intenti. Fra le clausole chiave del patto c'è anche un passaggio sul principio dell'integrità territoriale delle nazioni. Un punto che ha deluso il Cremlino poiché non include il riconoscimento di Teheran della Crimea — annessa illegalmente nel 2014 — come territorio della Federazione Russa, né tantomeno saranno riconosciute come russe le regioni ucraine annesse nel 2022.
Attualmente, le “conquiste” di Mosca sono state legittimate soltanto dalla Siria di Bashar al-Assad e dalla Corea del Nord. A gennaio del 2023 il ministro degli Esteri iraniano, Hossein AmirAbdollahian, aveva detto che Teheran non riconosce le annessioni alla Russia dei territori sottratti all'Ucraina. Una posizione riaffermata dal presidente Pezesmian che intervenendo lo scorso settembre alle Nazioni Unite che l'Iran «non ha mai appoggiato l'invasione russa dell'Ucraina», nonostante la Repubblica Islamica stia supportando attivamente l'aggressione fornendo a Mosca migliaia di droni kamikaze Shahed- 136 e altri armamenti.
Cosa aspettarsi quindi da una cooperazione più stretta fra Teheran e Mosca? È noto che Ali Larijani, consigliere senior della Guida suprema Ali Khamenei, si è recato diverse volte in Russia chiedendo sostegno per lo sviluppo del programma nucleare e il rafforzamento delle difese aeree. Ma finora i russi si sono limitati a garantire solo l'indispensabile per il funzionamento della vecchia centrale nucleare di Bushehr, vincolata ad accordi con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (laea).
Nematollah Izadi, l'ultimo ambasciatore iraniano presso l'Unione Sovietica, ha detto ai media locali che firmare questo patto a pochi giorni dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca serve a rassicurare il Cremlino, preoccupato che l'Iran sia pronto ad allentare le relazioni con la Russia per cercare la de-escalation con l'Occidente. Nel frattempo, il 14 gennaio gli Stati Uniti e l'Armenia — ex storico alleato di Mosca confinante con l'Iran — hanno firmato un partenariato strategico molto concreto, segnando l'allontanamento definitivo di Yerevan dalla sfera d'influenza russa.


