Byd non si ferma
La crescita della Byd Auto sembra inarrestabile: il colosso cinese della produzione di veicoli elettrici (Ev) continua a registrare l'aumento dei volumi di vendita e dei profitti. Nel periodo che va da agosto a ottobre ha aumentato la produzione di 200mila unità e assunto quasi 200mila dipendenti da schierare nelle catene di montaggio. La società ha chiuso il terzo trimestre con un aumento del 11,5% dell'utile netto e una crescita dei ricavi del 24%, risultati che le hanno permesso di raggiungere due pietre miliari della sua strategia di espansione: vendere 500mila auto in un singolo mese e registrare un fatturato superiore a quello della Tesla.
Ad alimentare il successo della Byd è il mercato cinese, lo stesso in cui i grandi produttori europei come Volkswagen, Stellantis e Bmw speravano di affermarsi nelle loro strategie di crescita. Fino a poco tempo fa la Cina era infatti una straordinaria fonte di profitto per i marchi occidentali, che ora assistono impotenti al passaggio dei consumatori cinesi dall'acquisto delle auto con motore a combustione agli Ev nazionali. Byd non è l'unico marchio cinese a raggiungere risultati da record, anche Geely e Xpeng sono in crescita, così come Xiaomi e Huawei, colossi dell'high-tech entrati nel settore degli Ev solo dalla fine del 2021.
Quest'anno dovrebbe chiudersi con numeri ancora più straordinari, poiché in Cina l'ultimo trimestre è il periodo di punta per la vendita di auto e gli acquisti di veicoli elettrici e ibridi sono sostenuti dai forti incentivi di Pechino. L'ascesa di Byd sta facendo crescere il timore che i produttori cinesi siano in procinto di dominare il mercato internazionale dell'automotive a scapito dei rivali americani ed europei, anche se il passaggio dal successo nazionale all'affermazione globale non è automatico. A ottobre le vendite di Byd all'estero si sono fermate a poco più di 31mila unità, nonostante la crescita in Russia e le costose campagne di marketing in Europa.
Tuttavia, ad agosto le vendite sul mercato europeo sono comunque aumentate del 19%, nonostante il rallentamento della domanda e i dazi dell'Unione europea sulle importazioni di Ev dalla Cina. La Byd sta adesso portando avanti la sua strategia di espansione ingaggiando gli ex manager dei grandi produttori di auto occidentali, che avranno la missione di vendere nel Regno Unito e nell'Ue gli Ev che saranno prodotti nei nuovi impianti della società in Ungheria e Turchia, al riparo dalle tariffe doganali.
Secondo Bloomberg, l'italiana Maria Grazia Davino, ex direttore generale di Stellantis nel Regno Unito, a dicembre sarà assunta dalla Byd per gestire le relazioni commerciali in un gruppo di Paesi europei. Dimessasi a ottobre, Davino sarebbe il terzo dirigente di alto profilo della società proprietaria dei marchi Fiat, Peugeot e Jeep che nelle ultime settimane ha accettato l'offerta del colosso cinese. Alessandro Grosso, ex vice presidente delle vendite per l'Italia di Stellantis, da ottobre è in Byd come country manager del mercato italiano. Alberto De Aza, ex direttore generale di Peugeot per Spagna e Portogallo, svolge adesso lo stesso ruolo per l'azienda cinese.
Nel frattempo il gruppo nato dalla fusione di Fca e Psa sta tagliando i costi e preparando i licenziamenti. L'Europa si trova in una situazione inedita e critica: storicamente è sempre stata all'avanguardia nello settore strategico dell'automotive ma ora, semplicemente, non lo è più e sia gli industriali che i governi sono costretti a inseguire una realtà che li ha colti del tutto impreparati.



