Il terrorismo interno tedesco
La polizia tedesca ha arrestato otto uomini accusati di far parte di un gruppo di estrema destra che si stava preparando per compiere un colpo di Stato nella Germania orientale, in Sassonia, dove instaurare un regime ispirato al nazismo dopo il crollo della Repubblica federale, una sorta di “giorno X” visto come il destino ineluttabile del paese. Nonostante i toni deliranti e complottisti, la questione è seria: nell'operazione sono stati coinvolti 450 fra agenti di polizia e forze speciali, che hanno fatto irruzione in 20 diverse località nello Stato della Sassonia, in Austria e in Polonia.
Alcuni indagati hanno resistito all'arresto, altri sono riusciti a fuggire, almeno in un caso si è sfiorato lo scontro a fuoco. Secondo i procuratori i sospettati fanno parte di un'organizzazione di 15-20 persone chiamata Sächsische Separatisten (Separatisti della Sassonia), abbreviato con l'agghiacciante acronimo SS. «La loro ideologia è caratterizzata da idee razziste, antisemite e parzialmente apocalittiche» recita il comunicato della Procura, in cui viene sottolineato che nel loro piano c'è anche «la pulizia etnica per eliminare gruppi di persone indesiderate, se necessario».
I giovani arrestati —il più anziano ha 25 anni — hanno completato un addestramento paramilitare e durante le perquisizioni sono stati trovati equipaggiamenti come tute mimetiche, giubbotti antiproiettile e maschere antigas. La polizia non ha però specificato se siano state rinvenute delle armi né chi abbia fornito l'addestramento. Fra loro c'è Kurt Hättasch, un consigliere comunale di AfD (il partito di estrema destra quotato al 16-18% nei sondaggi su base nazionale) e altri due iscritti con cariche locali.
Durante il raid sembra che Hättasch sia stato ferito alla mascella dalla polizia dopo aver imbracciato un fucile. «L'AfD sostiene la democrazia e non ha nulla in comune con un presunto gruppo separatista neonazista» scrive il partito nel comunicato stampa. Ieri i due leader Alice Weidel e Tino Chrupalla hanno convocato una riunione per espellere i tre iscritti in stato di accusa. Non è la prima volta che in Germania vengono arrestati gruppi di persone con l'accusa di terrorismo di estrema destra di stampo eversivo, un fenomeno molto inquietante per un Paese che si trova di fronte alla più grande crisi di sistema — politica ed economica — della sua storia recente.
Nel 2022 sono stati arrestati i 25 membri del movimento Reichsbürger (Cittadini dell'Impero), accusati di voler rovesciare il governo per instaurare un regime monarchico ispirato alla Germania imperiale. Fra di loro c'era un esponente dell'antica nobiltà tedesca, un ex parlamentare di AfD e diversi ufficiali dell'esercito e della polizia. Nel 2017 il gruppo Nordkreuz (Croce del Nord) si stava organizzando in attesa del crollo dell'ordine statuale tedesco. Anche in questo caso fra le decine di persone arrestate c'erano soldati, poliziotti e membri di AfD.
Poi c'è il caso più grave. Nel 2019 un esponente del partito cristiano-democratico, Walter Lübcke, è stato ucciso con un colpo di pistola nella sua casa in Assia. L'assassino è Stephan Ernst, che ha confessato di aver agito per motivazioni politiche a causa delle posizioni favorevoli ai migranti di Lübcke. Per la Germania è stato il primo omicidio politico perpetrato da estremisti di destra dalla fine della Seconda guerra mondiale: uno choc che tuttavia non sembra aver fermato la proliferazione dell'estremismo di destra, neanche nella sua forma più eversiva e criminale.


