Pyongyang punta all'escalation
In una mossa dall'alto valore simbolico, martedì la Corea del Nord ha distrutto con delle bombe alcune sezioni delle strade che collegavano il Paese alla Corea del Sud. Un video diffuso dall'esercito sudcoreano ha mostrato il fumo che si alzava in seguito a una delle esplosioni, mentre sullo sfondo le truppe nordcoreane monitoravano il risultato dell'operazione. Si tratta dell'ennesima e sibizione di belligeranza del regime di Kim Jong-un, che ha giustificato il suo gesto accusando Seul di aver fatto volare su Pyongyang dei droni che diffondevano volantini con messaggi di propaganda.
Le strade distrutte furono costruite nei primi anni Duemila per facilitare lo scambio di alcuni beni, durante un periodo di relativa stabilità e ottimismo prima che l'intensificarsi della proliferazione nucleare di Pyongyang mettesse a dura prova le relazioni fra le due Coree. Poche ore dopo le esplosioni, l'autorità della provincia sudcoreana di confine ha vietato l'invio di volantini anti-Pyongyang oltre la frontiera, un'attività in corso da anni che però viene svolta con piccoli palloni aerostatici, non con i droni.
Il regime di Kim ha criticato la campagna come una minaccia alla sua sovranità, anche se da tempo i nordcoreani fanno qualcosa di simile lanciando verso Seoul palloni aerostatici pieni di immondizia ed escrementi. Secondo diversi esperti, questi incidenti rappresentano un'escalation della retorica ma non vanno visti come i primi segnali di una guerra fra le due Coree. Tuttavia, dimostrano quanto il consolidamento dell'alleanza con la Russia stia rendendo la Corea del Nord più aggressiva e audace nel lanciare minacce, visto che adesso Kim può disporre di un alleato potente che, a differenza della Cina, ha tanto da chiedere oltre che molto da dare.
Il regime nordcoreano ha usato spesso la distruzione di strutture all'interno dei suoi confini per mandare messaggi politici, non solo come minaccia. Nel 2008 ha fatto esplodere una torre di raffreddamento nel principale complesso nucleare del paese mentre erano in corso i negoziati con Washington per il disarmo. Nel 2018 ha demolito i tunnel di un sito per i test nucleari all'inizio dei colloqui per la de-nuclearizzazione della penisola.
Nel 2020, in rappresaglia alle campagne di volantinaggio sudcoreane, ha distrutto l'edificio di uno degli uffici per le relazioni intercoreane presenti lungo il confine. A gennaio di quest'anno Kim ha ordinato l'abbandono di ogni piano di unificazione della penisola etichettando la Corea del Sud come «nemico principale e invariabile». Per celebrare la decisione ha fatto esplodere l'Arco dell'unificazione, un monumento costruito nel 2001 da Kim II-sung (suo nonno) per simboleggiare la volontà di riunificare la penisola attraverso una confederazione.
«Pyongyang ha creato un'atmosfera di crisi nelle relazioni ogni volta che l'ha ritenuto necessario» ha detto il portavoce del Ministero dell'Unificazione della Corea del Sud commentando gli ultimi sviluppi. A fine settembre la Corea del Nord ha pubblicato per la prima volta le foto di una struttura per l'arricchimento dell'uranio da usare nelle bombe atomiche: mostrano Kim visitare un impianto al centro del programma che da vent'anni è il principale punto di attrito con gli Stati Uniti.
La settimana dopo Seoul ha avvertito che Pyongyang potrebbe effettuare un grande test nucleare in prossimità delle elezioni presidenziali statunitensi. Nel frattempo le fonti dei media ucraini sostengono che la Russia stia addestrando 10mila soldati nordcoreani da schierare al confine con l'Ucraina.


