Stati disuniti
Si inasprisce lo scontro tra poteri negli Stati Uniti. Dopo che una giudice federale dell’Oregon ha sospeso il dispiegamento della Guardia Nazionale a Portland ordinato da Donald Trump, anche l’Illinois ha annunciato che farà causa per fermare l’invio di truppe a Chicago. Per scavalcare il potere delle corti, Trump ha detto di essere pronto a valutare la possibilità di invocare l’Insurrection Act per schierare direttamente le Forze armate regolari, qualora i tribunali gli impedissero di usare la Guardia Nazionale (la forza di soldati riservisti assegnata a ciascuno Stato federato).
Parlando lunedì con un gruppo di giornalisti convocati nello Studio Ovale, Trump ha detto che per ora non ritiene necessario invocare l’atto, ma che è pronto a farlo «se delle persone venissero uccise e se i tribunali, i sindaci e i governatori ci ostacolassero». Dopodiché ha aggiunto «Guardate cosa è successo a Portland in questi anni. È un inferno, eppure c’è una giudice che ha perso la bussola e finge che non ci sia alcun problema» riferendosi a Karin Immergut, la giudice dell’Oregon che ha bloccato l’invio della Guardia Nazionale in città.
Nella stessa giornata il vice capo di gabinetto della Casa Bianca, Stephen Miller, ha rincarato la dose, affermando che le sentenze che soffocano l’agenda del presidente equivalgono a «un’insurrezione contro le leggi e la Costituzione». In realtà le proteste a Portland e a Chicago contro i raid dell’Agenzia per il controllo dell’immigrazione (Ice) sono state per lo più pacifiche e limitate nelle dimensioni, una situazione molto lontana dal racconto di Trump di una zona di guerra fuori controllo caduta nelle mani di «terroristi interni di sinistra», nonostante alcuni incidenti gravi.
L’Insurrection Act è una legge federale del 1807 che consente al presidente di schierare le Forze armate a livello nazionale o di prendere il controllo della Guardia Nazionale per reprimere ciò che considera un’insurrezione. È una misura estrema, da usare soltanto in caso di emergenza e, per prassi, su invito dei governatori. La legge consente all’esercito di prendere parte ad attività di applicazione della legge come arresti e perquisizioni, esercitando funzioni che altrimenti non può svolgere.
I militari diventerebbero quindi una forza di polizia — la più potente del Paese — che risponde direttamente agli ordini della Casa Bianca. L’ultimo presidente a invocare l’atto è stato George H. W. Bush nel 1992, per sedare le rivolte di Los Angeles, una crisi di tutt’altro livello rispetto a quelle attuali. L’uso dell’Insurrection Act rappresenterebbe una significativa escalation nel tentativo della Casa Bianca di schierare soldati a stelle e strisce nelle città governate dai democratici, descritte dal mondo Maga come dei covi di crimine, anarchia e ribellione.
In passato Trump ha già accennato alla possibilità di servirsi di questa versione americana di “pieni poteri”. Durante la campagna elettorale del 2024 disse che avrebbe usato la legge per reprimere eventuali disordini provocati da chi non avesse accettato la sua vittoria. Nel 2021, al termine del primo mandato, i suoi sostenitori lo esortarono a usarla per mantenere il potere dopo essere stato sconfitto da Joe Biden. L’Insurrection Act verrebbe contestato anche sul piano giuridico.
La Corte suprema ha infatti stabilito che soltanto il presidente può determinare se le condizioni per invocare l’atto sono state soddisfatte, mentre le Corti locali raramente hanno trattato la questione. Ma l’ipotesi ventilata da Trump non ha precedenti, poiché sarebbe la cosa più simile a una deriva autoritaria nella più importante democrazia del mondo.


