Tornare nel Mar Rosso
La tregua tra gli Stati Uniti e gli Huthi non significa che le grandi compagnie della navigazione torneranno in tempi brevi nel Mar Rosso. Per incentivare il transito nel Canale di Suez, l'Egitto ha ridotto le tariffe di passaggio per alcune tipologie di navi, con l'obiettivo di accelerare la riapertura completa della rotta commerciale vitale per la sua economia. A partire da oggi e per i prossimi 90 giorni, le containership con una stazza netta di almeno 130mila tonnellate, cariche o vuote, godranno di uno sconto del 15% sulla tariffa di transito. Se questa “offerta speciale” sarà sufficiente è però tutto da vedere.
Ripristinare il traffico della rotta marittima più breve tra Asia ed Europa è fondamentale per l'Egitto. Il Canale di Suez è infatti la terza fonte di entrate del Cairo dopo le rimesse degli egiziani emigrati all'estero e il turismo. Da quando è iniziata la guerra tra Israele e Hamas nella Striscia di Gaza, ormai un anno e mezzo fa, le entrate egiziane dal Canale sono crollate di oltre la metà con una perdita stimata superiore ai 7 miliardi di dollari. A salvare l'Egitto da una crisi economica potenzialmente devastante è stato il via libera ai prestiti del Fondo monetario internazionale.
Gli Huthi hanno iniziato a fine 2023 ad attaccare le navi legate a Israele che passavano nel Mar Rosso, rivendicando queste azioni come un atto di “solidarietà” per Hamas. Ma gli attacchi mettevano a rischio tutte le navi, obbligando le compagnie del trasporto container — in particolare le occidentali Msc, Moller-Maersk, Hapag-Lloyd e Cma-Cgm — a ripiegare sulla rotta molto più impegnativa e costosa che prevede la circumnavigazione dell'Africa.
Rinunciare a Suez è stato uno choc per il commercio marittimo. I costi e la durata dei viaggi sono aumentati drasticamente, di conseguenza in pochi giorni sono cresciute a dismisura le tariffe per il noleggio dei container standard da 20 piedi (Teu) da e per l'Asia e l'Europa.
Tuttavia, l'industria marittima si è adattata, riorganizzando la logistica in base alla rotta africana senza che si verificassero ritardi problematici né choc inflattivi per i consumatori. Il risultato è che le compagnie hanno tratto beneficio dell'aumento delle tariffe per il nolo dei container, aumentando i margini di profitto. Nel 2024 i principali vettori hanno registrato una solida crescita degli utili, inferiore solo a quella degli anni pre-pandemia.
Nonostante gli inconvenienti, la deviazione lungo il periplo dell'Africa ha rafforzato gli armatori, che adesso sono molto cauti all'idea di riportare le navi nel Mar Rosso. In primo luogo, la tregua degli Huthi è soltanto con gli Usa ma le ostilità con Israele proseguono. Di fronte a prospettive così incerte non c'è fretta di smantellare l'organizzazione attuale. In secondo luogo, un ritorno troppo veloce alla rotta di Suez causerebbe un crollo delle tariffe di noleggio dei Teu mettendo in difficoltà le compagnie, che a quel punto si troverebbero costrette a rinegoziare i contratti esistenti con i clienti.
Secondo le società di analisi del settore, il ritorno al Mar Rosso ci sarà ma gradualmente e soltanto quando gli armatori decideranno che è arrivato il momento giusto. All'inizio le compagnie invieranno navi con una capacità di trasporto sotto i 10mila Teu (come in parte stanno già facendo), aumentando poco a poco quantità e stazza delle imbarcazioni fino a dare il via libera ai colossi da 1825mila Teu. Lo sconto egiziano sulle tariffe del Canale di Suez si rivolge esplicitamente alle navi sotto i 12mila Teu, il tempo minimo per riorganizzare le spedizioni è di un paio di mesi.


